Toni Servillo (la grande bellezza) FRANCESCO FIUMARELLA

Scena tratta dal Film “LA GRANDE BELLEZZA” con protagonista di scena TONI SERVILLO- Interpretazione dell’ attore Francesco Fiumarella con il sottofondo della voce originale.

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Monologo di Francesco Fiumarella- Breve storia di una generazione

Monologo interpretato da Francesco Fiumarella, tratto da “BREVE STORIA DI UNA GENERAZIONE” di Torto O.G.

Questo monolgo è un messaggio per tutti quei giovani che credono ancora nei sogni che attraverso la propria arte indipendente hanno la forza di gridare e far capire a questa società che non è colpa nostra seil futuro si presenta difficile.  Le nostre passioni ci rendono vivi come l’arte cinematografica seria e diretta, quella che anche con pochi mezzi  può far si che le nostre emozioni e paure possano essere viste da tutti senza essere giudicati in questo sistema di false promesse e garanzie.

Ascoltate attentamente le parole del monologo e se credete sia efficace fatelo girare in tutti i social.

Buona visione a tutti.

FRANCESCO FIUMARELLA

 

DISCONNECT (2012)

Disconnect (2012)

Un film che rappresenta il lato oscuro del web, ma anche sull’ossessiva e quasi compulsiva frenesia che porta milioni di persone a non poter fare a meno dei propri cellulari, tablet o computer con tutto quello che ne deriva. Tanti psicologi, sociologi e filosofi mettono da anni in guardia la popolazione sul fatto che internet ha abbattuto le barriere dello spazio e del tempo ma ci ha allontanato sempre di più dai rapporti umani facendoci isolare dietro un computer. Ovviamente il web ha tantissimi lati positivi ma ne ha altrettanti terribili. Sono ormai all’ordine del giorno i casi di furti d’identità e di virus che permettono di entrare nei nostri computer per attingere i nostri dati sensibili. Così come non mancano i siti che offrono intrattenimenti piccanti a pagamento e poco importa a chi è aldilà dello schermo se il ragazzo o la ragazza di turno siano sfruttati o che futuro si presenti davanti a loro. Il punto nodale di questo film è che bisogna ricominciare a parlarsi guardandosi negli occhi senza bisogno di cercare nelle chat… Buona interpretazione dei personaggi e notevole colonna sonora,

Voto 6

FRANCESCO FIUMARELLA

DALLAS BUYERS CLUB (2014)

DALLAS BUYERS CLUB (2014)

Ron Woodroof, elettricista è il classico texano con stivali e cappello da cowboy è omofobo e conduce una vita fatta di scommesse, alcol, droghe e donne. Un giorno gli viene diagnosticato il virus dell’HIV accompagnato alla prospettiva di soli trenta giorni di vita, ma lui è un “maledetto cowboy”, un duro, lui non si arrende anche se abbandonato dagli amici sovrastati da quella forma di bigottismo inumano. Spiegare le emozioni che può creare un film come questo, tratto da una storia vera è impossibile. Le sensazioni variano da soggetto a soggetto, ma è al quanto palese che ti lascia un segno, che ti fa riflettere e rivalutare molte cose della tua vita. Grandissimo cast, basti pensare ad un Matthew McConaughey che cambia totalmente non solo fisicamente ma anche come persona e Jared Leto che emoziona con una sua interpretazione non del tutto secondaria. Ogni sorriso o lacrima di Ron Woodrof e Rayon, ti coinvolgono, lasciandoti quasi senza fiato. Scene inaspettate, frammenti di vita reale, il film mostra al mondo una società che purtroppo ancora oggi si preoccupa maggiormente delle “scelte” sessuali altrui, piuttosto che della salute fisica, ma, anche se in una piccola parte, esiste la tolleranza, l’amicizia, la convivenza, la stima, l’amore, che sovrasta ogni altra tipologia di scelte di vita.

Voto 7.5

FRANCESCO FIUMARELLA

THE WOLF OF WALL STREET (2014)

THE WOLF OF WALL STREET (2014)

Per raccontare la vita sciagurata di Jordan Belfort, Scorsese recupera la struttura di uno dei suoi film migliori in assoluto, ‘Quei bravi ragazzi’. In entrambi i casi, alla base c’è la (auto)biografia del protagonista che racconta la propria parabola esistenziale, ma lasciando una vaga sensazione di nostalgia per i giorni di gloria a dar l’impressione che il pentimento non sia proprio completo. la sceneggiatura la trasforma in un racconto in prima persona, con la voce sopra del protagonista che, d’ogni tanto, si rivolge direttamente allo spettatore guardando in macchina mentre attorno a lui la sua storia procede a ritmo adrenalinico, quell’adrenalina che grazie ad abbondanti aiuti chimici sostiene gli insaziabili personaggi che la popolano. Jordan Belfort ha come unico scopo i soldi a qualsiasi costo per fare la bella vita. E’ un ingordo di sesso, alcool, droga e ovviamente, del denaro che serve a comprarli. Forte di una grande capacità di venditore con un tappeto sullo stomaco, inizia a piazzare titoli spazzatura a sprovveduti piccoli investitori confidando sulla magnetica attrattiva che i soldi facili hanno su chiunque quando, dal piccolo gruppo di disperati che ha raccolto, la sua società inizia a diventare una potenza grazie anche a commissioni salatissime, comincia una caccia all’investitore istituzionale e da una posizione in bilico su ciò che è consentito, ci si inoltra sempre più nei territori dell’illegalità, inevitabile calamita per l’attenzione dei federali che – un po’ per testardaggine, un po’ per fortuna finiranno per incastrarlo. Varie critiche sono piovute sul film perché non mostra le conseguenze delle azioni del protagonista e della sua società, soprattutto per quanto riguarda la gente che ha distrutto i propri risparmi inseguendo i sogni di ricchezza promessi da un pugno di truffatori senza scrupoli sarebbe però stato uscire dal seminato del racconto, tanto più che dalle loro azioni, si capisce benissimo che genere di persone fossero Jordan e compagnia (se non bastasse la brutale spiegazione su come funziona il brokeraggio affidata al trasformista McConaughey con grandissima interpretazione anche se breve. Il giudizio su di loro è difatti spietato, un gruppo di persone moralmente abiette, pronte a bruciare le montagne di soldi malamente fatti in orge propulse da quantità industriali di droghe. I rapporti sessuali, anche di gruppo, e gli intossicamenti vari si sprecano e non stupisce allora che il film abbia una produzione indipendente, lontana dagli studios. Di questa bella gente, Belfort è il leader assoluto, un avido e spietato bastardo dentro che distorce il mito, molto statunitense, dell’uomo che si è fatto da sé, ma che è una sorta di Dio per chi lavora per lui e ne condivide gli ‘ideali’. Interessato solo a se stesso, non si limita a fregare gli sconosciuti clienti, ma chiunque gli stia intorno se solo c’è da guadagnarci in qualche modo. Ovviamente fedifrago nei confronti delle due mogli e infine, disposto a tradire i suoi soci per scampare una pena ben più dura dei tre anni che gli vengono comminati. Nei suoi panni, DiCaprio che è stato il motore del progetto è semplicemente perfetto, dando un’ulteriore testimonianza di una maturazione attoriale ormai compiuta, non da meno è il resto dello smisurato cast, nel quale non si può non sottolineare la bravura di Jonah Hill nei rotondi, esagitati panni del sodale di sempre Donnie. Scorsese racconta le loro avventure puntando sul registro dell’ironia acida piuttosto che su quello del dramma, tenendo alto il ritmo.

Voto. 6.5

FRANCESCO FIUMARELLA

I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY ( 2014 )

I SOGNI SEGRETI DI WALTER MITTY  ( 2014 )

Risulta essere una commedia a tutto tondo, che fa ridere, emoziona, filosofeggia e lo fa con leggerezza. La regia di Ben Stiller sembra più matura rispetto al suo standard.
Il film è caratterizzato da un percorso di formazione del protagonista, che da una situazione di grigiore, da un blocco psicologico, da una situazione apatica di azioni ed emozioni, passa all’azione, alla consapevolezza di sé e lo fa tramite la metafora del viaggio e al contatto con situazioni anche estreme, ambientate in paesaggi da sogno. La fotografia è molto curata, anche alcune trovate registiche sono apprezzabili ed originali. Le riprese del paesaggio sono così belle da diventare anch’esso un protagonista. Non è un caso, il personaggio ritrova se stesso solamente lontano dall’ambiente caotico e freddo della grande metropoli. Dove vi ritorna alla fine del percorso, cambiato, cresciuto, maturato.
La parte più riuscita del film è la prima metà, dove realtà e sogno si mischiano in modo apprezzabile. Un po’ meno riuscita la seconda parte, quando il sogno scompare e prevale la missione del protagonista. Tutti i dettagli del film sono importanti e sono coerenti con lo sviluppo della narrazione. Il personaggio secondario interpretato da Sean Penn fotografo ascetico è un cammeo indimenticabile. Molti di noi si ritroveranno nel personaggio di Walter Mitty, imprigionati in una vita che non apprezziamo, obbligati dalla società moderna e dalle nuove tecnologie a recitare in un’esistenza svuotata di sentimenti veri e autentici nelle fredde metropoli occidentali, dove la fanno da padrone i “responsabili delle risorse umane” e i “tagliatori di teste”, perdiamo noi stessi e desideriamo evadere e ritrovare la nostra “quintessenza”. In attesa del nostro Sean Penn (Sean O’Connell) e dello scatto 25, non ci resta che mischiare sogno e realtà.

Voto 7

FRANCESCO FIUMARELLA

La vita attraverso il cinema