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“Hanno tutti ragione” – Paolo Sorrentino

Ciao a tutti!  Oggi voglio segnalarvi una grandissima prefazione tratta dal libro di Paolo Sorrentino “Hanno tutti ragione”.

Lascio a voi una libera interpretazione! Io personalmente adoro questo testo perchè risulta  essere:  Forte, intenso e  troppo duro, ma sicuramente non falso e banale… In queste parole sicuramente non esiste l’ipocrisia e la paura di dire ciò che si pensa.. Purtroppo siamo abituati a nasconderci dietro un dito. Personalmente vi consiglio vivamente di non farvi mai intimorire da nessuno e combattere sempre per le vostre idee e pensieri di vita in ogni ambiente, da quello scolastico a quello lavorativo.. Nessuno ha il diritto di calpestare la dignità e le idee..

 

Buona lettura

– Prefazione di Mimmo Repetto al libro “Hanno tutti ragione”, di Paolo Sorrentino

 

Non sopporto i vecchi. La loro bava. Le loro lamentele. La loro inutilità. Peggio ancora quando cercano di rendersi utili. La loro dipendenza. I loro rumori. Numerosi e ripetitivi. La loro aneddotica esasperata. La centralità dei loro racconti. Il loro disprezzo verso le generazioni successive. Ma non sopporto neanche le generazioni successive. Non sopporto i vecchi quando sbraitano e pretendono il posto a sedere in autobus. Non sopporto i giovani. La loro arroganza. La loro ostentazione di forza e gioventù. La prosopopea eroica dei giovani è patetica. Non sopporto i giovani impertinenti che non cedono il posto in autobus. Non sopporto i teppisti. Le loro risate improvvise, scosciate ed inutili. Il loro disprezzo verso il prossimo diverso. Ancora più insopportabili i giovani buoni, responsabili e generosi. Tutto volontariato e preghiera. Tanta educazione tanta morte. Nei loro cuori e nelle loro teste. Non sopporto i bambini capricciosi e autoreferenziali e il loro genitori ossessivi e referenziali solo verso i bambini. Non sopporto i bambini che urlano e che piangono. E quelli silenziosi mi inquietano, dunque non li sopporto. Non sopporto i lavoratori e disoccupati e l’ostentazione melliflua e spregiudicata della loro sfortuna divina. Che sfortuna non è. Solo mancanza di impegno. Ma come sopportare quelli tutti dediti alla lotta, alla rivendicazione, al comizio facile e al sudore diffuso sotto l’ascella? Impossibile sopportarli. Non sopporto i manager e non c’è nemmeno bisogno di spiegare il perché. Non sopporto i piccoli borghesi, chiusi a guscio nel loro mondo stronzo. Alla guida della loro vita, la paura. La paura di tutto ciò che non rientra in quel piccolo guscio. E quindi snob, senza sapere nemmeno il significato della parola. Non sopporto i fidanzati, poiché ingombrano. Non sopporto le fidanzate, poiché intervengono. Non sopporto quelli di ampie vedute, tolleranti e spregiudicati. Sempre corretti. Sempre perfetti. Sempre ineccepibili. Tutto consentito tranne l’omicidio. Li critichi e loro ti ringraziano della critica. Li disprezzi e loro ti ringraziano bonariamente. Insomma, mettono in difficoltà. Perché boicottano la cattiveria. Quindi, sono insopportabili. Ti chiedono: “come stai?” e vogliono saperlo veramente. Uno choc. Ma sotto l’interesse disinteressato, da qualche parte, covano coltellate. Ma non sopporto neanche quelli che non ti mettono mai in difficoltà. Sempre ubbidienti e rassicuranti. Fedeli e ruffiani. Non sopporto i giocatori di biliardo, i soprannomi, gli incisivi, i non fumatori, lo smog e l’aria buona, i rappresentanti di commercio, la pizza a l taglio, i convenevoli, i cornetti con la cioccolata, i falò, gli agenti di cambio, i parati a fiori, il commercio equo e solidale, il disordine, gli ambientalisti, il senso civico, i gatti, i topi, le bevande analcoliche, le citofonate inaspettate, le telefonate lunghe, coloro che dicono che un bicchiere di vino al giorno fa bene, coloro che fingono di dimenticare il tuo nome, color che per difendersi dicono di essere dei professionisti, i compagni di scuola che dopo trent’anni ti rincontrano e ti chiamano per cognome, gli anziani che non perdono mai l’occasione che loro hanno fatto la Resistenza, i figli sprovvisti che non hanno nulla da fare e decidono di aprire una galleria d’arte, gli ex comunisti che perdono la testa per la musica brasiliana, gli svampiti che dicono “intrigante”, i modaioli che dicono “figata” e derivati, gli sdolcinati che dicono carino, bellino, stupendo, gli ecumenici che chiamano tutti “amore”, certe bellezze che dicono “ti adoro”, i fortunati che suonano ad orecchio, i finti disattenti che quando parli non ti ascoltano, i superiori che giudicano, le femministe, i pendolari, i dolcificanti, gli stilisti, i registi, le autoradio, i ballerini, i politici, gli scarponi da sci […] Non sopporto i timidi, i logorroici, i finti misteriosi, i goffi, gli svampiti, gli estrosi, i vezzosi, i pazzi, i geni, gli eroi, i sicuri di sé, i silenziosi, i valorosi, i meditabondi, i presuntuosi, i maleducati, i coscienziosi, gli imprevedibili, i comprensivi, gli attenti, gli umili, gli esperti, gli appassionati, gli ampollosi, gli eterni sorpresi, gli equi, gli inconcludenti, gli ermetici, gli attutisti,i cinici, i paurosi, i tracagnotti, i litigiosi, i superbi, i flemmatici, i millantatori, i preziosi, i vigorosi, i tragici, gli insicuri, i dubbiosi, i disincantati, i meravigliati, i vincenti, gli avari, i dimessi, i trascurati, gli sdolcinati, i lamentosi, i lagnosi, i capricciosi, i viziati, i rumorosi, gli untuosi, i bruschi, e tutti quelli che socializzano con relativa facilità. Non sopporto la nostalgia, la normalità, la cattiveria, l’iperattività, la bulimia, la gentilezza, la malinconia, la mestizia, l’intelligenza e la stupidità, la tracotanza, la rassegnazione, la vergogna, l’arroganza, la simpatia, il doppiogiochismo, il menefreghismo, l’abuso di potere, l’inettitudine, la sportività, la bontà d’animo, la religiosità, l’ostentazione, la curiosità e l’indifferenza, la messa in scena, la realtà, la colpa, il minimalismo, la sobrietà e l’eccesso, la genericità, la falsità, la responsabilità, la spensieratezza, l’eccitazione, la saggezza, la determinazione, l’autocompiacimento, l’irresponsabilità, la correttezza, l’aridità, la serietà e la frivolezza, la pomposità, la necessari età, la miseria umana, la compassione, la tetraggine, la prevedibilità, l’incoscienza, la capziosità, la rapidità, l’oscurità, la lentezza, la medietà, la velocità, l’ineluttabilità, l’esibizionismo, l’entusiasmo, la sciatteria, la virtuosità, il dilettantismo, il professionismo, l’autonomia, la dipendenza, l’eleganza e la felicità. Non sopporto niente e nessuno. Neanche me stesso. Soprattutto me stesso. Solo una cosa sopporto. La sfumatura.

– Prefazione di Mimmo Repetto al libro “Hanno tutti ragione”, di Paolo Sorrentino

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Charles Bukowski – La Vita

– Odi le persone, in generale? – No, anzi direi il contrario. Però odio la massa. La massa è merda, e più grande è la massa, più la merda. Immagina dodici uomini in un bar che bevono scherzano. Ma prendi ciascuno di questi uomini da solo, ascolta ciò che ha da dire, capisci ciò che lo disturba… e hai un essere umano unico.

La tua vita è la tua vita. Non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza. Stai in guardia. Ci sono delle uscite. Da qualche parte c’è luce. Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre. Stai in guardia. Gli dei ti offriranno delle occasioni. Riconoscile, afferrale. Non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta. E più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà. La tua vita è la tua vita. Sappilo finché ce l’hai. Tu sei meraviglioso gli dei aspettano di compiacersi in te.

Sai, molto tempo fa cercavo di combattere la felicità; mi dicevo: chiunque è felice ha qualcosa di sbagliato, pensa in un modo distorto. Oggi non lo faccio più, e mi dico: se è possibile essere felici, lo sarò. Non farò il difficile e anche se non sarà la felicità perfetta non farò lo schizzinoso. Mi prenderò tutta la felicità che posso prendere.

– Charles Bukowski

Francia – Parigi – Silenzio

Nessuna civiltà potrà essere considerata tale se cercherà di prevalere sulle altre.
(Gandhi)

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Immagina non ci siano nazioni
Non è difficile da fare
Niente per cui uccidere e morire
E nessuna religione
Immagina tutta la gente
Che vive in pace

(John Lennon, Image)

BIRDMAN – Michael Keaton – Francesco Fiumarella – 2015

E’ doveroso per me proporre un grandissimo dialogo dI Michael Keaton tratto dal miglior film vincitore del premio oscar 2015

“BIRDMAN”

Ho cercato di interpretare una delle migliori scene del film, il confronto tra Michael Keaton e la critica cinematografica, quella che rappresenta la vera ignoranza e il meschino pregiudizio nei confronti di alcuni attori e artisti che vengono etichettati per il modo in cui hanno dovuto raggiungere il successo, dal mio punto di vista sempre imposto da una società mediatica malata, stereotipata e troppo commercializzata.

Purtroppo i critici cinematografici il più delle volte non risultano essere obiettivi, scrivono recensioni solo per puro gusto personale, un grandissimo sbaglio perchè anche i migliori film e attori possono essere distrutti da pensieri e critiche senza senso!

Oltre a questo, il dialogo è una meravigliosa metafora di vita.

“La più grande arma di distruzione di massa è l’ignoranza”

Iscrivetevi al mio canale youtube e condividete i miei video se vi fa piacere…

Buona visone!

FRANCESCO FIUMARELLA – ACTOR – TV – CINEMA

Qualche scatto di alcune delle mie attività nel mondo dello spettacolo in attesa di nuovi progetti!

Condivise con chi mi segue e continua ad apprezzare quello che faccio per passione. 

Carpire il pieno significato della vita è il dovere dell’attore, interpretarlo il suo problema, ed esprimerlo la sua passione.

  • Marlon Brando

Immagine

I 30 enni in Italia – Francesco Fiumarella – Monologo – BREVE STORIA DI UNA GENERAZIONE

Ciao a tutti i miei lettori, oggi voglio riproporvi  uno dei miei primi monologhi

pubblicato  2 anni fa su youtube, ma purtroppo, le cose non sono cambiate.

Ascoltate e capirete!

 “BREVE STORIA DI UNA GENERAZIONE”

Questo monologo è un messaggio per tutti quei giovani che credono ancora nei sogni che attraverso la propria arte indipendente hanno la forza di gridare e far capire a questa società che non è colpa nostra se purtroppo il futuro  di tantissime persone si presenta difficile.  Le nostre passioni ci rendono vivi come l’arte cinematografica seria e diretta, quella che anche con pochi mezzi  può far si che le nostre emozioni e paure possano essere viste da tutti senza essere giudicati in questo sistema di false promesse e garanzie.

Ascoltate attentamente le parole del monologo  e guardate la scena finale! Credo che molti di voi condividano il mio elegante gesto verso i “POTENTI”

e se credete sia efficace fatelo girare in tutti i social e segnalatelo  alle vecchie e nuove generazioni, in passato ho dato il permesso di far vedere questo video nelle scuole e università! I giovani devono capire cosa vuol dire vivere  e che le stronzate prima o poi finiscono quando si rapporteranno con  la vita vera! 

Sono stanco di vedere famiglie distrutte per  mancanza di lavoro e denaro o giovani senza speranza privi di valori con scetticismo nei rapporti!

Ormai in Italia si vede solo tristezza nei volti della gente!

“Un vero ribelle conosce la paura ma sa vincerla.”

Buona visione a tutti.

Toni Servillo – Diventare famosi da Giovani – Cit.

Ciao a tutti gli appassionati del grande Toni Servillo!

Oggi vi lascio con un suo straordinario pensiero di vita che mi ha colpito profondamente.

Credo sia un grandissimo messaggio per tutti coloro che tentano di diventare famosi troppo velocemente , succubi della schiavitù mediatica, dal finto e breve successo, dall’ ignorante apparenza estetica priva di ogni fondamento culturale .

“Il fatto di essere diventato famoso in tarda età, oltre i 40 anni, significa avere avuto il tempo di sviluppare una forma di antidoto verso la celebrità comunemente intesa. Ho potuto fare i conti con la parte peggiore di me, quella più giovane, quella piena di grilli per la testa. Quando poi è arrivata la fama, ero immune. Credo che diventare famosi da giovani sia una delle disgrazie più grandi che possano capitare”.

– ( Toni Servillo )

CANNES, FRANCE - MAY 21:  Actor Toni Servillo attends the 'La Grande Bellezza' Photocall during The 66th Annual Cannes Film Festival at the Palais des Festivals on May 21, 2013 in Cannes, France.  (Photo by Andreas Rentz/Getty Images)