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TWINS OBSESSION-IL DIARIO DI UNA GEMELLA OSSESSIONE – Di Francesca Ghiribelli

 

Buongiorno a tutti i lettori:

Da poco è uscito un bellissimo  ed interessante libro scritto dalla scrittrice  e poetessa  contemporanea Francesca Ghiribelli, la stessa è stata insignita SCUDIERO DELL ‘UNIONE MONDIALE DEI POETI dal Cavaliere Silvano Bortolazzi per il suo impegno dimostrato nel campo della letteratura.

Vi consiglio vivamente di comprarlo, io come attore ho avuto la possibilità di collaborare  in qualche occasione con la poetessa , prestando la mia voce nella lettura di alcune delle sue poesie più famose.

Sono contento per il suo successo!

Brava Francesca!

Il diario di una donna dalle sfumature ossessive, dove in ogni riga albergano le sue più profonde paure e i suoi famelici dubbi. Un’ossessione, come una specie di apnea dalla quale a tratti sembra fuoriuscire e in altri momenti ricadere come un peso morto, ma sarà proprio il dialogo con il suo diario a mostrarle faccia a faccia i suoi più profondi tormenti, fino ad arrivare a scoprire la verità su una inquietante storia. La storia di se stessa e dell’indimenticabile legame con la persona più importante della sua vita.

Maggiori informazioni http://www.arduinosaccoeditore.eu/products/twins-obsession/

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Toni Servillo – Diventare famosi da Giovani – Cit.

Ciao a tutti gli appassionati del grande Toni Servillo!

Oggi vi lascio con un suo straordinario pensiero di vita che mi ha colpito profondamente.

Credo sia un grandissimo messaggio per tutti coloro che tentano di diventare famosi troppo velocemente , succubi della schiavitù mediatica, dal finto e breve successo, dall’ ignorante apparenza estetica priva di ogni fondamento culturale .

“Il fatto di essere diventato famoso in tarda età, oltre i 40 anni, significa avere avuto il tempo di sviluppare una forma di antidoto verso la celebrità comunemente intesa. Ho potuto fare i conti con la parte peggiore di me, quella più giovane, quella piena di grilli per la testa. Quando poi è arrivata la fama, ero immune. Credo che diventare famosi da giovani sia una delle disgrazie più grandi che possano capitare”.

– ( Toni Servillo )

CANNES, FRANCE - MAY 21:  Actor Toni Servillo attends the 'La Grande Bellezza' Photocall during The 66th Annual Cannes Film Festival at the Palais des Festivals on May 21, 2013 in Cannes, France.  (Photo by Andreas Rentz/Getty Images)

“BLOGGERS IN THE WORLD PROJECT” – Inviare il video entro il 30 giugno 2015

Ciao  a tutti  coloro che hanno ancora intenzione di partecipare  gratuitamente nel mio film-documentario

” BLOGGERS IN THE WORLD PROJECT”

Visto i molteplici video che mi sono stati inviati da molti blogger ,  ho bisogno di  segnalare una prima scadenza per l’invio dei nuovi  filmati .

Vi chiedo gentilmente di inviarmi il vostro materiale entro il 30 giugno 2015 perchè dovrò iniziare con la lavorazione del montaggio e la preparazione del primo trailer ufficiale ..

Ricordo  che possono partecipare tutti ! Quindi potete condividere la notizia del progetto a chi volete

Per far parte del film non dovete necessariamente essere degli attori, basta riprendersi anche con un cellulare e parlare liberamente di tutto cio’ che si vuole!

Dovete essere maggiorenni con voglia di trasmettete al mondo quello che non riuscireste mai a comunicare liberamente!

Per chi  non ha visto ancora come poter partecipare nel film lascio il link del mio precedente post con tutti i dettagli :

https://francescofiumarella.com/2015/05/27/join-the-project-bloggers-in-the-world-project-a-film-by-francesco-fiumarella/

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Join the project: “BLOGGERS IN THE WORLD PROJECT” – A Film by Francesco Fiumarella

Hello to all my readers in the world!

Today I want to offer to all be protagonists in my film.

The idea consists on you recording yourself in a 2 minutes video speaking in your first language in a place important and significant to you, sounds easy right? My goal is to represent cultures and nations around the world on my youtube channel and in my blog: http://www.francescofiumarella.com. Also, the film with your videos on it will be projected in public events and will be shared by all! Regarding movies, cinema and culture. This project is completely free for everyone who wants to be part of it. Don’t miss this possibility to represent your culture and appear in “BLOGGERS IN THE WORLD PROJECT”, film that will go around the world. Send your video to my address mal: francescofiumarella.attore@gmail.com.
Thank you so much. Looking forward to see you being part of this big project.
This project is completely free for everyone! You have to start recording the video saying: “Hello Francesco Fiumarella”, and then continue to describe what you want to communicate to the world with your blog! Register with your cell phone in a significant place that characterizes your nation! I will select all the videos and going to build the movie!

When you’re ready to publish it on my website and on the blog!

Send me your video and if you have questions I will answer to all.

– francescofiumarella.attore@gmail.com

All rights reserved. Give consent to the use of your image. Report it in the e-mail.

Ciao a tutti i miei lettori in tutto il mondo!

Oggi voglio proporre a tutti  di essere protagonisti nel mio film!

E’ un mio modo artistico per ringraziare tutti voi per gli apprezzamenti e perché continuiate a seguirmi!

L’idea consiste nel riprendervi  in un video di  2 minuti  circa,  in un posto importante e significativo del vostro paese o città.

Il mio obiettivo è quello di rappresentare le culture e le nazioni di tutto il mondo sul mio canale youtube e nel mio blog: http://www.francescofiumarella.com. Inoltre, il  nostro film  creato dai vostri video,  sarà proiettato e pubblicizzato  in eventi pubblici e culturali, sarà  anche condiviso da tutti in ogni parte del mondo!  Questo progetto è completamente gratuito per tutti coloro che ne vogliono far parte!  Vi consiglio di non  perdere questa possibilità di poter rappresentare le vostre idee e comparire nel film “BLOGGERS IN THE WORLD PROJECT”, che verrà condiviso in tutto il mondo!

Inviate il vostro video al  mio indirizzo mal: francescofiumarella.attore@gmail.com

Ripeto che questo progetto è completamente gratuito per tutti!

Il video deve iniziare così:  “Ciao Francesco Fiumarella”, e poi continuate a descrivere ciò che volete comunicare al mondo come siete soliti fare attraverso il vostro blog! Riprendetevi con il cellulare in un luogo significativo che caratterizza la vostra città e nazione!

I vostri video verranno tutti inseriti nel film! Quindi non vi sarà da parte mia una selezione! Siete tutti uguali!

Attendo i vostri video!  E se avete domande, potete scrivermi tranquillamente.

– francescofiumarella.attore@gmail.com

Tutti i diritti del progetto sono riservati. Date il consenso all’utilizzo della vostra immagine per le pubblicazioni pubbliche, segnalandolo nell’e-mail.

La vita del ragazzo di “Into the wild” ( Chris McCandless) – raccontata da sua sorella in un libro

Visto il notevole riscontro che ho avuto dopo la pubblicazione delle mie scene tratte dal film ” Into the wild”

oggi vi faccio leggere un articolo bellissimo sul alcuni passi tratti dal libro scritto da Carine McCandless, la sorella di  Chris McCandless il vero protagonista di questa incredibile storia, se non fosse stato per lui sono certo che il film non avrebbe riscosso cosi’ tanto successo!  Credo che molti di voi si ritroveranno in alcuni passi del racconto, la voglia di fuggire ed evadere appartiene a tutti noi, ma ci vuole coraggio per sfidare la vita…

Buona lettura! 

Carine McCandless – la sorella di Chris McCandless, il ragazzo la cui storia è stata raccontata nel famoso film Into the Wild – ha scritto un libro per spiegare quali sono state le vere ragioni che hanno spinto suo fratello ad abbandonare la famiglia e a mettersi in viaggio verso luoghi solitari e talvolta molto difficili. Non è stato solo per la passione nei confronti della natura che Chris McCandless si è spinto fino ai territori più estremi dell’Alaska, ma è stato anche e soprattutto per ragioni familiari: un padre ossessivo, violento e incline ai continui tradimenti, una madre troppo debole per prendere posizione. Questa è solo una parte della storia che Carine McCandless racconta in Into the Wild Thruth, pubblicato di recente da Corbaccio Editore. 

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Mamma e papà mi chiesero di salire su un aereo insieme a Sam, il giorno dopo, per andare in Alaska e riportare a casa Chris: i suoi resti, gli effetti personali, qualsiasi cosa si fosse lasciato dietro. Mi meravigliò che i miei genitori non volessero occuparsene di persona, ma non feci discussioni. Iovolevo andarci. Volevo attraversare il paese in aereo, nella speranza che fosse tutto un gigantesco errore, o per scoprire che era tutta una brillante messa in scena di Chris per sottrarsi una volta per tutte al pugno oppressivo dei nostri genitori, proprio come mi aveva detto di voler fare. Avrei trovato ad aspettarmi un biglietto in cui mi spiegava il suo ingegnoso piano e come mettermi in contatto con lui.

Non ricordo granché del volo partito da Washington o delle coincidenze che alla fine ci fecero atterrare in Alaska. Rammento solo di aver pensato a quanto dovesse essere enorme e distante quello stato, per giustificare l’esistenza di una intera compagnia aerea con il suo nome: l’Alaska Airlines. La nostra prima fermata a Fairbanks fu allo studio del medico legale. Non mi ero mai misurata prima d’allora con la trafila burocratica che circondava un decesso, e l’esperienza fu meno formale di quanto mi aspettassi. Seduta di fronte alla coroner alla sua scrivania, trovai quasi sollievo alla vista del suo abbigliamento sportivo e della rusticità degli ambienti.

La dottoressa ci consegnò gli effetti ritrovati accanto al corpo di Chris, tra cui un fucile calibro 22, un paio di binocoli, una canna da pesca, un coltellino militare svizzero, un quaderno di botanica su cui Chris aveva tenuto un breve diario, la sua Minolta, le foto che gli agenti di polizia avevano fatto sviluppare nella speranza che fornissero qualche indizio per l’identificazione del cadavere, cinque rullini ancora da sviluppare e parecchi tascabili consunti, letti e riletti. Non c’era nessun biglietto per me.

La presenza del fucile mi colse di sorpresa. Non ne avevo mai visto uno così da vicino prima e non sapevo nemmeno che Chris avesse un fucile. Ma i libri e il diario erano così rappresentativi del fratello che amavo che sulle labbra mi rispuntò un sorriso, una sensazione di cui il mio viso era orfano da tre giorni. Tra i libri c’erano Walden di Henry David Thoreau e Il dottor Živago di Boris Pasternak, insieme a letture più amene come Il terminale uomo di Crichton e addirittura qualche opera di Louis L’Amour.

Chris amava leggere e riusciva a immergersi con altrettanto entusiasmo in pagine di alta filosofia come in disimpegnati romanzi western. Da bambino aveva una libreria blu piena della sua collezione, in perfetto ordine, dei gialli degli Hardy Boys, ma amava anche i libri di Ray Bradbury. Quando io leggevo La piccola casa nella prateria o Black Beauty, lui sollevava lo sguardo dalle pagine diRumore di tuono solo per dirmi come il semplice atto di calpestare una farfalla potesse sostanzialmente mutare il futuro dell’umanità. «Ogni nostra azione ha una ricaduta sul tutto» mi spiegò serio. Poi si dedicò a qualcosa di più leggero, come Il mio amico Yeller, e me lo passò, una volta finito, perché lo leggessi anch’io.

Mentre il medico legale ci spiegava ogni cosa, io mi limitai a tenere la testa alta e a guardare le sue labbra che si muovevano. Ciò che diceva aveva poco significato per me, ma alcune parole fendevano l’aria come un bisturi: «fame», «trenta chili e mezzo», «decomposizione», «autopsia», «cremazione». Quando cominciò a descriverci qualcosa chiamato Stampede Trail e poi un bus abbandonato, la mente mi si riempì di confusione. Il medico fu gentile e sensibile, eppure era chiaro che per lei era una routine. La mia mente sconnessa cominciò a divagare: proprio non mi vedevo nei suoi panni, a fare il suo lavoro, ma immaginai che ricavasse un certo appagamento nell’aiutare le famiglie e nel dare il suo contributo nel risolvere i vari casi. Non smetteva di parlare e allora mi concentrai sulla targhetta sulla scrivania: freja loviswean. Chissà quanto doveva aver viaggiato, con quel nome, prima di finire nell’entroterra dell’Alaska, e perché. Sam doveva controllare tutti i dati e firmare i documenti necessari per prendere in custodia gli effetti personali di Chris. Affidarono a me l’incarico di prendere in consegna le ceneri di Chris, ad Anchorage, il giorno dopo.

Sam e io andammo in un hotel lì vicino, cenammo nei pressi e parlammo dei nostri programmi per l’indomani. Il ristorante era carino, ma niente di che. Prendemmo posto a un tavolo a mezzaluna, uno dei tanti lungo la parete della grande sala. I séparé di pelle dallo schienale alto e dalla forma concava mi accolsero, avvolgendomi in una sensazione di anonimato: sarei potuta rimanere nascosta lì per sempre. Mi resi conto che era la prima volta che mi trovavo da sola con mio fratello Sam, maggiore di me di dodici anni. Lui fu dolce e premuroso ed evitammo di parlare di ciò che Chris aveva fatto o del perché. Non parlammo neppure della nostra diversa infanzia. Non avanzammo ipotesi su ciò che avesse spinto Chris a tali estremi, né teorie su nessuna delle sue decisioni. Era semplicemente ora di cena, perciò cenare fu tutto ciò che facemmo.

Quella notte ebbi molta difficoltà a dormire da sola nella mia camera d’albergo. Vedevo il fantasma di Chris a ogni angolo, dietro ogni porta. Non erano visioni che mi portavano pace o conforto, però. Sotto shock, la mia mente creava davanti a me immagini di Chris nelle sembianze di uno zombie, in decomposizione, con le viscere esposte sotto ai vestiti laceri, brandelli di carne che gli cadevano dalle ossa mentre si avvicinava a me, con le braccia tese. Immaginai il suo dolore. Mi sentii male per tutto ciò che doveva aver sofferto. Non c’era persona che amasse la vita più di mio fratello, e adesso lui era morto. Secondo le parole della coroner, era più che probabile che la morte fosse sopraggiunta con molta lentezza, dunque Chris doveva essere stato cosciente dell’imminenza della fine, un pensiero che non potevo sopportare. Chris non aveva lasciato alcun biglietto per me, ma aveva affisso un avviso nel suo accampamento, spiegando di sentirsi troppo debole per andare via da lì a piedi e pregando chiunque fosse passato di lì in sua assenza di attenderlo per trarlo in salvo, perché lui era nei dintorni, in cerca di qualcosa da mangiare, e sarebbe tornato presto. Quando il medico legale ci aveva mostrato il suo disperato messaggio, io avevo immediatamente ripensato a quel giorno sulla spiaggia, quando eravamo piccoli, mentre lo guardavo tremare dal freddo, senza poter fare alcunché per aiutarlo. Piansi fino a sprofondare in un sonno senza riposo.

Il giorno successivo, Sam e io raggiungemmo in aereo la più grande città del più grande stato d’America, per portare a compimento il più grande compito della mia vita. Nonostante non avessi fatto che ripetermi di essere forte e di rimanere con i nervi saldi, mi ero arresa nel cercare di farmi trovare preparata davanti a quello che di certo sarebbe stato il più devastante e difficile momento della mia esistenza. Eppure, quando l’incaricato dell’obitorio ce li consegnò, avere tra le mani i resti di Chris fu stranamente consolatorio. Una sensazione piena, assoluta, di sollievo scese su di me. È tutto qui? mi chiesi. Questo non è Chris, non è tutto quello che Chris era. Il contenitore non era decorato, come mi ero immaginata. Le ceneri di mio fratello non erano neppure dentro un’urna, ma in una scatola di plastica scura, di un marrone spento. Le dimensioni erano più grandi di quanto mi aspettassi, ma quello non era un problema. Mentre stringevo tra le mani tutto ciò che rimaneva di Chris, mi accorsi della sobria etichetta bianca apposta su un lato della scatola. C’era stampato un nome, in nitide lettere maiuscole: christopher r. mccandless. L’iniziale del secondo nome di Chris era J. – Johnson, dal cognome da nubile di nostra madre – e mi seccò molto che qualcuno fosse stato così sbadato da commettere un simile errore. Ma la mia irritazione durò poco. Niente di quella scatola rappresentava ciò che mio fratello era per me. E poi lo stesso Chris avrebbe riso di quel refuso.

Rimasta per un momento sola, presi una penna dalla borsa e rispettosamente corressi la R in una J.

Poi tirai fuori dalla mia valigia un piccolo zaino che mi aveva accompagnato su molti sentieri e che avevo portato in Alaska per un unico scopo. Girai la scatola presa all’obitorio su un fianco e cominciai a infilarla delicatamente dentro. Non avendo capito esattamente come era fatto il contenitore, fui presa dal panico quando il lato con l’etichetta di identificazione si aprì leggermente, spaventata che i resti di mio fratello potessero rovesciarsi sul pavimento o fluttuare nell’aria, come succede con la cenere. Ma i resti del mio amato fratello erano contenuti in un sacchetto di plastica trasparente, completo di un laccetto di plastica rossa, in tutto simile a quello che richiude le confezione di pane in cassetta. Le ceneri di Chris non erano polverose, anzi, avevano più che altro la consistenza della ghiaia. Ebbi la consapevolezza definitiva che ciò che avevo in mano non era tutto ciò che rimaneva di Chris.

Eppure, strinsi a me quello zaino per tutto il viaggio di ritorno fino in Virginia.

Articolo tratto da “il post”


BIRDMAN – Michael Keaton – Francesco Fiumarella

E’ doveroso per me proporre un grandissimo dialogo dI Michael Keaton tratto dal miglior film vincitore del premio oscar 2015 “BIRDMAN”

Ho cercato di interpretare una delle migliori scene del film, il confronto tra Michael Keaton e la critica cinematografica, quella che rappresenta la vera ignoranza e il meschino pregiudizio nei confronti di alcuni attori e artisti che vengono etichettati per il modo in cui hanno dovuto raggiungere il successo, dal mio punto di vista sempre imposto da una società mediatica malata, stereotipata e troppo commercializzata.

Purtroppo i critici cinematografici il più delle volte non risultano essere obiettivi, scrivono recensioni solo per puro gusto personale, un grandissimo sbaglio perchè anche i migliori film e attori possono essere distrutti da pensieri e critiche senza senso!

Oltre a questo, il dialogo è una meravigliosa metafora di vita.

“La più grande arma di distruzione di massa è l’ignoranza”

Iscrivetevi al mio canale youtube e condividete i miei video se vi fa piacere…

Buona visone!

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Anthony Hopkins-(Il silenzio degli innocenti) Francesco Fiumarella

Ringrazio tutti i miei lettori che continuano a seguire il mio sito apprezzando le mie scene ridoppiate!

Grazie anche alle mie nuove visite!

Spero di riuscire ad intrattenervi ripercorrendo insieme vecchi capolavori del cinema!

Oggi ho deciso di riproporvi un grande capolavoro  del 1991 con protagonista Anthony Hopkins

The Silence of the Lambs

Questa credo sia una delle migliori scene da ricordare!

A breve pubblicherò un video di ringraziamento a tutti voi!

Buona visione cinefili!!

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