Oggi ho il piacere di intervistare la Scrittrice, Attrice e amica Federica Santuccio, Insignita del “Premio Vincenzo Crocitti International -Vince Award” In occasione della XII Edizione 2024.

Intervista:
FRANCESCO FIUMARELLA: Ciao Federica, cosa ti ha spinto ad avvicinarti sia alla scrittura che alla recitazione?
FEDERICA SANTUCCIO:L’arte per me è una vocazione di vita. Da piccola all’età di 15 anni mi sono ritrovata a superare un provino per Rai Uno, ho iniziato così ad amare questo mondo, attraverso il canto. La passione per il canto però dopo qualche anno l’ho dovuta prematuramente abbandonare a causa di alcuni noduli alla gola che mi avevano cambiato il timbro della voce, essendo una adolescente avevo urgenza di plasmare quella rinuncia con qualcosa che mi avrebbe emozionato nello stesso modo, così ho immerso tutto nella scrittura e successivamente nella recitazione.

FRANCESCO FIUMARELLA :C’è un filo conduttore tra il tuo essere attrice e il tuo essere scrittrice?
FEDERICA SANTUCCIO:Assolutamente si, penso che la scrittura sia la base più autentica della recitazione, in quanto prima di interpretare qualsiasi personaggio, dobbiamo leggerlo ed analizzarlo, in questo caso attraverso il materiale che ci viene consegnato, la sceneggiatura. E la stessa cosa potrei dire della recitazione, noi andiamo ad interpretare delle battute, dei monologhi o dialoghi che vengono prima scritti. Una fusione magica che a me personalmente ha stravolto ed arricchito la vita.

FRANCESCO FIUMARELLA:Quali sono state le tue principali influenze artistiche e letterarie?
FEDERICA SANTUCCIO:Ho avuto solo ed esclusivamente un grande punto di riferimento a livello artistico sin dall’infanzia, parlo del grande Renato Zero, ho stima di molti artisti in tutti gli ambiti, ma non mi sono mai fatta influenzare da nessuno, perché credo che ognuno di noi sia unico ed insostituibile.
FRANCESCO FIUMARELLA:Se dovessi descrivere il tuo stile in tre parole, quali sceglieresti?
FEDERICA SANTUCCIO:Autentico, onirico e vero.Scrittura e progetti letterari.
FRANCESCO FIUMARELLA:Qual è stato il primo libro o racconto che hai scritto?
FEDERICA SANTUCCIO:Nel 2017 ho pubblicato il mio primo libro “La chiave blu” un romanzo autobiografico, che tratta dei temi molto delicati, quali la fede e la violenza sulle donne. È un romanzo in cui racconto di me e delle mie passioni artistiche, quella quotidianità di una storia che è la mia. Un libro in cui cerco di essere la voce di chi non riesce a difendersi.

FRANCESCO FIUMARELLA:Ci puoi raccontare qualcosa sul tuo ultimo lavoro letterario?
FEDERICA SANTUCCIO:L’ultimo libro che ho scritto per essere precisa il terzo, si intitola “Tu, Artista”. È un libro che ho nel cuore perché con tutte le mie forze ho cercato di rievocare il valore della scrittura su carta e penna. Infatti ho scelto di strutturarlo come un diario segreto. Ogni capitolo inizia con le pagine del mio diario, ma alla fine di ogni capitolo ci sono delle pagine vuote che possono essere riempite dal lettore. Questo perché credo fortemente nel potere catartico della scrittura, come compagna di vita. Ognuno può sfogarsi scrivendo i propri pensieri ed essere accarezzato dalla scrittura che non ci giudica.


FRANCESCO FIUMARELLA:Come nasce l’idea per una tua storia? Parti da un’immagine, un concetto o da un’esperienza personale?
FEDERICA SANTUCCIO:Vivo per la verità, perciò tutti i miei lavori nascono da quello che ho dentro. Un principio che mi aiuta ad essere credibile, non posso fare a meno di realizzare ciò che vedo, che sento e soprattutto che vivo. È faticoso perché significa mettere a nudo la propria anima con il rischio che qualcuno possa calpestarla, ma allo stesso tempo mi permette di restare fedele ai miei ideali.

FRANCESCO FIUMARELLA:Hai un rituale o un’abitudine particolare quando scrivi?
FEDERICA SANTUCCIO:Più che un rituale posso dirti che quando sento quel brusio nello stomaco, è arrivata la mia idea, e da quel momento è impossibile fermarmi. L’abitudine che ho è quella di scrivere in camera da letto, dalla mia stanza riesco a vedere il cielo, questo mi dona una grande energia.

FRANCESCO FIUMARELLA:Qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso i tuoi libri?
FEDERICA SANTUCCIO:Il messaggio che voglio trasmettere è quello di non aver paura di essere ciò che siamo, con i nostri limiti, le nostre fragilità. Viviamo in un mondo superficiale che tende a farci sentire inferiori se non seguiamo la massa, ecco io, nel mio piccolo voglio dire che non bisogna per forza omologarsi alla società, piuttosto concentrarci su noi stessi e sul nostro percorso di vita.

FRANCESCO FIUMARELLA:Come descriveresti il tuo percorso nel mondo della recitazione?
FEDERICA SANTUCCIO:Il mio percorso nella recitazione è arrivato un po’ tardi avevo 25 anni, ma con grande sacrificio e dedizione ho iniziato a lavorare in piccoli progetti. Ho aspettato il tempo di fiorire che non so se sia arrivato davvero ma una cosa è certa, è un percorso in crescita, svolto con totale onestà e senza alcun compromesso, solo con le mie forze.

FRANCESCO FIUMARELLA:C’è un ruolo che sogni di interpretare?
FEDERICA SANTUCCIO:Certo, ho avuto il privilegio di interpretare già alcuni ruoli complessi, ma quello che sogno è il ruolo di una persona che ha disturbi mentali. Questo è un tema a me molto caro, potrei parlarne per ore. Sarebbe un modo bello per sensibilizzare le persone verso quelle che sono le battaglie quotidiane di chi ne soffre.
FRANCESCO FIUMARELLA:Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato su un set o su un palco?
FEDERICA SANTUCCIO:Essendo una persona ansiosa mi sono ritrovata a fare i conti con la mia emotività. C’è stato un momento in cui ho avuto paura di crollare ma fortunatamente l’amore per l’arte mi ha salvata. Sui set inevitabilmente c’è sempre un po’ di tensione, ed è giusto che sia così perché questo ci permette di dare il massimo.

FRANCESCO FIUMARELLA:Hai mai pensato di scrivere una sceneggiatura per un film o una pièce teatrale in cui recitare?
FEDERICA SANTUCCIO:In realtà nel 2023 insieme a Francesco Marchina ho scritto la sceneggiatura del mio primo film intitolato “La mia luce”.


FRANCESCO FIUMARELLA:Hai nuovi progetti in cantiere, sia come attrice che come scrittrice?
FEDERICA SANTUCCIO:Sicuramente il 2025 vedrà l’uscita del mio quarto libro, come attrice a breve inizierò le riprese di un nuovo film a Roma.
FRANCESCO FIUMARELLA:Dove ti vedi tra cinque anni? Preferiresti affermarti di più nella scrittura o nella recitazione?
FEDERICA SANTUCCIO:Tra cinque anni mi basterebbe poter dire di vivere ancora di arte. Il successo non mi interessa, quello che desidero è potermi esprimere fino alla fine dei miei giorni.
FRANCESCO FIUMARELLA:Qual è il tuo sogno nel cassetto?
FEDERICA SANTUCCIO:Il mio sogno più grande è quello di recitare nel film che ho scritto e vederlo realizzato, perché quando l’ho scritto ero nel periodo più buio della mia vita.

FRANCESCO FIUMARELLA:Quale consiglio daresti a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso artistico?
FEDERICA SANTUCCIO:Il consiglio che voglio dare è quello di concentrarsi sulla propria persona ed investire tutto l’amore e lo studio per raggiungere il proprio sogno, senza prevaricare né invidiare il prossimo, non bisogna arrendersi ma perseverare con umiltà.


FRANCESCO FIUMARELLA:C’è un libro o un film che consiglieresti a chi vuole avvicinarsi alla scrittura o alla recitazione?
FEDERICA SANTUCCIO:Non mi sento di consigliare nulla se non quello che l’energia e lo spirito ci spinge a scegliere. Sono sicura che le scelte che provengono con tanto splendore sono quelle giuste.
FRANCESCO FIUMARELLA:Quanto è importante secondo te la perseveranza nel mondo artistico?
FEDERICA SANTUCCIO:La perseveranza forse è tutto in questo settore. Bisogna fare i conti con le attese, con i rifiuti, è difficile, ma quello che ci permette di arrivare al traguardo è la forza di rialzarci dopo ogni caduta, e il tendere la mano a chi ci circonda, perché essere artisti vuol dire anche condividere.
FRANCESCO FIUMARELLA:Qual è la lezione più importante che hai imparato finora nel tuo percorso?
FEDERICA SANTUCCIO:La lezione più grande che ho imparato è che non importa quanto e dove riusciamo ad arrivare lontano. L’importante è iniziare il cammino. Perciò auguro a tutti di trovare, come ho fatto io, il vostro posto nel mondo.

