
“Iddu – L’ultimo padrino” è un’opera cinematografica che si distingue per la sua capacità di mescolare sapientemente elementi drammatici e grotteschi, offrendo una rappresentazione inedita della figura di Matteo Messina Denaro. Diretto dai talentuosi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, il film si immerge in una Sicilia dei primi anni 2000, esplorando le complesse dinamiche tra potere, famiglia e tradizione.


La trama segue le vicende di Catello Palumbo, interpretato magistralmente da Toni Servillo, un uomo appena uscito di prigione dopo una condanna per associazione mafiosa. Nel frattempo, Matteo, noto come “Iddu” e portato sullo schermo da un intenso Elio Germano, vive la sua latitanza nell’appartamento di Lucia, interpretata da Barbara Bobulova. La narrazione si sviluppa attraverso un carteggio tra i due protagonisti, rivelando un mondo in cui la tragedia si intreccia con l’assurdo, offrendo allo spettatore una prospettiva unica sulla realtà mafiosa.
Uno degli aspetti più affascinanti del film è la sua capacità di dissacrare il mito del mafioso, introducendo elementi grotteschi e quasi ridicoli che trasgrediscono i codici tradizionali del genere crime. Questa scelta stilistica permette di ridicolizzare le icone del potere criminale, offrendo una narrazione fresca e innovativa.

La fotografia di Luca Bigazzi e la colonna sonora di Colapesce contribuiscono a creare un’atmosfera che cattura perfettamente l’essenza della Sicilia, oscillando tra tonalità fiabesche e surreali. Le angolazioni sbilenche e i colori vividi amplificano la sensazione di trovarsi in un racconto che bilancia sapientemente dramma e commedia.
In conclusione, “Iddu – L’ultimo padrino” è un film che riesce a offrire una nuova prospettiva sulla criminalità organizzata, mescolando abilmente elementi tragici e comici. Le performance straordinarie di Servillo e Germano, unite a una regia audace e a una sceneggiatura brillante, rendono questa pellicola un’esperienza cinematografica imperdibile.
