Oggi ho il piacere di intervistare l’amica Attrice, Doppiatrice, Direttrice del Doppiaggio, Monica Ward, Insignita del “Premio Vincenzo Crocitti International -Vince Award” in occasione della III Edizione 2015.

Intervista:
FRANCESCO FIUMARELLA:Ciao Monica, hai doppiato tantissimi personaggi iconici. Ce n’è uno in particolare a cui ti senti più legata o che ti ha influenzato personalmente?
MONICA WARD: Un personaggio che ho doppiato e che mi ha influenzato praticamente tutta la vita è “Lisa” dei “Simpson”, sicuramente! Poi “Cenerentola” della Walt Disney dopo essere subentrata alla voce che la doppiava inizialmente, vent’anni fa. L’idea di doppiare “Cenerentola” mi ha entusiasmato molto e ci sono molto legata.



FRANCESCO FIUMARELLA:Il doppiaggio richiede una grande capacità di adattarsi alle diverse personalità dei personaggi. Come ti prepari per entrare nella “mente” di un nuovo personaggio da doppiare?
MONICA WARD:Mi viene automatico perché in primis sono un’attrice, infatti ho lavorato in molti progetti televisivi, dalla soap “Cento Vetrine”, la fiction “Carabinieri” in alcuni film cinematografici e altri; sono abituata a stare davanti a una telecamera e soprattutto ad interpretare un ruolo essendomi formata anche grazie al teatro; chiaramente ormai viene automatico, ti spiegano il personaggio e tu in un attimo riesci ad interpretarlo.

FRANCESCO FIUMARELLA:La tua carriera è iniziata quando eri molto giovane. Cosa ti ha spinto verso il mondo del doppiaggio e come ti sei sentita durante i tuoi primi lavori?
MONICA WARD:Grazie a mio padre Aleandro, colui che mi ha dato la possibilità di iniziare il mestiere di doppiatrice perché quando andò a fare un film con Emilio Cigoli che era il doppiatore di John Wayne, ad a un certo punto durante questo film Emilio si accorse che mancava una bambina, e quindi mio padre guardandomi mi disse :”Amore, ti va di provare a doppiare questa bambina?” Io logicamente gli risposi di si e da quel momento ho seguito i miei genitori e soprattutto mio padre proprio per vederlo doppiare.Ho sempre pensato di voler fare doppiaggio; era diventata una fissazione e così a 17 anni decisi di andare via di casa determinata a fare questo lavoro meraviglioso.
Successivamente a 40 anni mi separo da mio marito, per motivi personali e perché era anche un po’ geloso, quindi non riuscivo a fare più di tanto. Da lì mi si è aperto un mondo, perché andai da un agente molto famoso il quale mi chiese che se avessi voluto far parte della sua agenzia avrei dovuto cambiare il mio look, tagliare i capelli e fare una trasformazione per poter lavorare in televisione e cinema, mi feci convincere e decisi di accettare il cambiamento fisico da lui richiesto anche se poi non riuscivo più a piacermi. Dopo due anni che quest’uomo non mi procurava provini, mi disse: “Monica ma tu ormai sei vecchia, hai 40 anni, ma dove vuoi andare? La tua vita è finita..hai anche due figli.” Io, allibita, dopo averlo ascoltato, chiaramente me ne sono andata dalla sua agenzia e da questa persona allucinante che prima mi fece fare un cambiamento sul look, sui capelli e poi mi disse quelle cose orribili. Logicamente questo non fu professionale. Ma fortunatamente dopo essere andata via, ebbi la fortuna di lavorare nel soap “Un Posto al sole”, “Cento Vetrine”, “Carabinieri”, ho lavorato in tre film cinematografici e mi presi la mia rivincita, come donna e professionista; sono riuscita in tante cose, quindi vedi, nella vita non bisogna neanche mai dare retta a quelli che ti dicono: “Ma stai scherzando? vuoi fare l’attrice? ma lascia perdere!”. No, bisogna perseguire i propri sogni, crederci e cercare di fare il possibile per arrivarci, perché se ci credi e la tua mente è concentrata su quello che vuoi fare, alla fine riesci a ottenere proprio quello che desideri.


FRANCESCO FIUMARELLA:Come direttrice di doppiaggio, quali sono le sfide principali che incontri nel coordinare il lavoro degli attori e nel mantenere l’integrità dell’opera originale?
MONICA WARD:Io sono più di 30 anni che lavoro nel settore, per grandi circuiti del doppiaggio, serie, cartoni animati di successo, ho realizzato ciò che desideravo.Ti posso dire che fino a qualche anno fa ci veniva data la possibilità di essere creativi come direttrici e direttori di Doppiaggio, quindi cercare anche di migliorare quello che poteva essere l’originale attraverso la nostra creatività. Oggi siamo un po’ più bloccati e dobbiamo rispettare il prodotto originale e quello che dicono, come se fossimo dei “Pappagalli”. Da una parte posso anche comprendere che magari un autore, scrittore, un regista non voglia snaturare quello che è stato scritto e può essere magari fastidioso, però ricordo che nel film “Frankenstein Junior” sono state inventate molte battute nei dialoghi che hanno fatto la storia di quel capolavoro. In Italia se non fosse stato per quei dialoghi e quel doppiaggio straordinario probabilmente non avrebbe avuto tutto quel successo! Quindi ridiamo spazio alla creatività se vi è qualcuno che dà il permesso di poterla usare. Siamo artisti e così dovrebbe essere.
FRANCESCO FIUMARELLA:Quali sono le qualità che cerchi in un doppiatore quando stai scegliendo le voci per un progetto?
MONICA WARD:Cerco una voce che possa star bene su quell’artista a meno che non vi sia già un doppiatore abituato a prestare la sua voce e per dare continuità alla voce di un personaggio, personalmente preferisco sempre chiamare chi ha fatto chi, perché è giusto anche dare una continuità allo stesso doppiatore, anche se oggi, forse tendono a livello contrattuale (in quanto alcuni doppiatori a volte chiedono delle maggiorazioni economiche come giusto che sia), tendono a levare questa continuità; Se ha chiesto troppo “leviamolo” e quindi poi ci costringono a chiamare altri; io se posso mantengo sempre gli stessi attori e poi è chiaro dipende dal film, da che voce mi serve…cioè cerco chiaramente di andare sull’originale a meno che l’attore che vado a doppiare abbia una voce allucinante; allora cerco di rimediare; insomma ce ne sono tante di voci che possono essere simili e abbastanza accettabili se non addirittura belle. Ma questo è.
FRANCESCO FIUMARELLA:Puoi raccontarci di qualche aneddoto divertente o particolare avvenuto durante una sessione di doppiaggio?
MONICA WARD:Un aneddoto divertente è in un film; praticamente io avevo un ragazzo molto più giovane e mi trovavo a fare l’amore con mio figlio grande Alessandro che era molto imbarazzato.
FRANCESCO FIUMARELLA:Come è cambiato, secondo te, il mondo del doppiaggio in Italia rispetto agli inizi della tua carriera?
MONICA WARD:Ci sono le multinazionali con una sorta di monopolio per cui hanno cambiato tutto il range dei direttori di doppiaggio e ciò fa si che questa professione stia cambiando in negativo, nel senso che non si predilige l’arte e la professionalità ma si da preferenza soprattutto a gente meno esperta, non professionisti
Non parlo per me naturalmente, diciamo che con l’avvento di queste multinazionali, vedo che cercano più i giovani. Ad esempio i miei figli lavorano tantissimo, fanno moltissime serie importantissime, film di spessore; però per noi diversamente giovani vedo che comunque c’è un calo enorme di lavoro e spesso danno spazio a gente che… lasciamo perdere…guarda non lo voglio neanche dire. Non perché uno non debba dare spazio ai giovani ma il direttore di doppiaggio è un ruolo molto importante quindi non si può sminuire la lavorazione dando la direzione a persone che non hanno mai diretto. La trovo una cosa terribile.

FRANCESCO FIUMARELLA:C’è qualche aspetto della cultura del doppiaggio italiano che vorresti vedere evolversi o cambiare?
MONICA WARD:La cultura del doppiaggio è tornare, pur essendo cambiato i tempi, a mantenere alta la professionalità, perché se questo non avviene dietro l’angolo c’è la possibilità che prima o poi con l’intelligenza artificiale possano sostituirci; per cui bisognerebbe comunque fare qualcosa, soprattutto noi della vecchia guardia per aiutare i giovani talentuosi che fanno questo mestiere. Dovremmo unirci e cercare soltanto la professionalità, ma invece vedo da libera professionista che intorno, questo non accade.
FRANCESCO FIUMARELLA:La tua famiglia è molto conosciuta nel mondo del doppiaggio. Quanto ha influenzato la tua crescita in questo ambiente artistico?
MONICA WARD:Ho sempre trovato una mia strada personale, sono cresciuta con mio padre che lavorava con i più grandi registi e i più grandi attori, ho avuto la fortuna di stare in sala con chiunque, da Federico Fellini, Mastroianni, Alberto Sordi, Walter Chiari, Sophia Loren, Mel Brooks, Sean Connery… chi più ne ha più ne metta! Ho avuto la fortuna veramente di vedere e di lavorare anche io con dei grandissimi quindi se dovessi dire…No; sono cresciuta in un’epoca storica che mi ha permesso di imparare questo mestiere a grandi livelli proprio grazie alla professionalità di tutte le persone che mi hanno accompagnato nella vita.

FRANCESCO FIUMARELLA:Hai mai sentito la pressione di dover rispettare l’eredità della tua famiglia o hai sempre cercato di trovare una tua strada personale?
MONICA WARD:Assolutamente no, anche perché in questo ambiente puoi provenire anche da una grande famiglia, ma se non hai il talento, il doppiaggio non lo puoi fare. Considera che a me mi sono stati riconosciuti e trovati fra cartoni animati, attrici, attori, circa 1600 ruoli doppiati, sono veramente tanti e questo ti fa capire la grandissima professionalità.



FRANCESCO FIUMARELLA:C’è qualche ruolo o genere di doppiaggio che non hai ancora avuto l’opportunità di esplorare ma che ti piacerebbe affrontare in futuro?
MONICA WARD:Tra i miei futuri progetti vi è quello di tornare a recitare in teatro in una commedia scritta da Claudio Insegno, dove ci saranno anche i miei figli. Claudio lo considero un grandissimo regista e mi ritengo veramente onorata del fatto che lui abbia deciso di scrivere questo soggetto e soprattutto anche di essere diretta da lui; per questo motivo ne sono felicissima, non vedo l’ora che lui termini questo testo per tornare ad esibirmi in qualità di attrice.
Poi un altro progetto meraviglioso è la “WardLab” che è una scuola formativa dove si fanno musical, recitazione, doppiaggio, canto, ballo e tutta una serie di studi di preparazione per performer. Oltre a questo, mi piacerebbe portare in giro per l’Italia un altro progetto meraviglioso che si chiama il “Progetto dell’amore” per trovare sentimenti, la convivialità ,cercare gli sguardi, il contatto fisico, quello che ormai in queste nuove generazioni sta mancando per colpa dell’eccessivo utilizzo della tecnologia. Mi piacerebbe creare degli eventi bellissimi anche legati all’amore attraverso proprio il “WardLab”.

FRANCESCO FIUMARELLA:Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere una carriera nel mondo del doppiaggio oggi?
MONICA WARD:Se dovessi consigliare qualcosa a chi ha questa passione è sicuramente di studiare, fare teatro e dei corsi formativi teatrali o in accademie specializzate e poi approcciarsi a dei corsi dove ci sono grandi professionisti del settore che non richiedano somme esagerate per le iscrizioni e frequenza. Bisogna stare attenti in quanto ormai ci sono tanti “fantomatici corsi” dove vi sono persone che lucrano e fanno spendere budget eccessivi ai ragazzi che vorrebbero intraprendere questa carriera. Io ad esempio faccio un corso tutte le settimane che costa veramente pochissimo, ma che dà comunque la possibilità a chi vuole imparare questo mestiere di venire a farlo in totale serenità e con dei grandi professionisti.

