Oggi ho il piacere di intervistare l’amica , Attrice, Giornalista,  Conduttrice , Opinionista, Attivista per i Diritti Umani e delle Donne, Promotrice della Cultura della Legalità e delle Politiche Giovanili, Claudia Conte. Insignita del “Premio Vincenzo Crocitti International -Vince Award” in occasione della VII Edizione 2019

Intervista:

FRANCESCO FIUMARELLA: Ciao Claudia, sei una figura poliedrica: giornalista, conduttrice e attivista. Come riesci a bilanciare tutte queste attività? Cosa ti ha portato a intrecciare il giornalismo con l’attivismo per i diritti umani?

CLAUDIA CONTE: Il mio impegno nel giornalismo nasce dall’esigenza di raccontare la quotidianità con un’attenzione privilegiata ai temi sociali senza ideologia, ma con onestà intellettuale e spirito critico.Cerco di coniugare la mia vocazione alla responsabilità sociale con il desiderio di affrontare i temi più attuali. Credo sia importante comunicare ad una vasta platea che le ingiustizie che molti subiscono hanno un argine rappresentato dalle istituzioni e che tutti possiamo fare la differenza per avere una società più sana e di valori.Non dobbiamo arrenderci di fronte alla violenza, alla criminalità e fare della solidarietà il tratto distintivo della nostra vita.Vorrei essere una voce che racconta vizi e virtù dell’Italia , valorizzando chi si impegna per la collettività come gli enti del terzo settore e le forze dell’ordine. Non amo le lamentele e le polemiche sterili per fare audience, ma l’impegno concreto ed ecco perché promuovo anche io stessa iniziative e progetti culturali per migliorare la società.

FRANCESCO FIUMARELLA:Qual è stato il momento chiave che ti ha fatto capire l’importanza di impegnarti per i diritti umani e delle donne? C’è un evento o un’esperienza specifica che ti ha segnato?

CLAUDIA CONTE:Da quando sono molto giovane ho sempre svolto attività di volontariato, ma con il tempo ho compreso che dovevo impegnarmi di più per portare avanti queste attività e per abbattere i muri che incontravo. Così ho iniziato a creare e portare avanti progetti per difendere i diritti umani, e per dare voce a chi non ce l’ha, così da non lasciare indietro nessuno e non fare sentire solo chi soffre.

FRANCESCO FIUMARELLA:In qualità di promotrice della cultura e delle politiche giovanili, quali sono secondo te le maggiori sfide che i giovani affrontano oggi, e come possiamo aiutarli a superarle?

CLAUDIA CONTE:I giovani troppo spesso sono considerati “neet” (il pregiudizio è che non studiano, non lavorano, sono violenti e senza valori). Io credo che non sia così, ma che purtroppo sono progressivamente venute a mancare figure autorevoli che vogliano ascoltarli, supportarli o indirizzarli nei loro percorsi. Con il mio nuovo lavoro letterario “La voce di Iside” sto facendo un tour nelle scuole italiane, per incontrare i giovanissimi e dialogare con loro. Ascoltandoli e parlandoci capisco sempre più che le nuove generazioni non sono generazioni perse, bensì senza una guida che sappia indicare loro il giusto sentiero e i valori che devono dirigere le loro vite. Dobbiamo capire che è nostra responsabilità aiutarli a crescere.

https://www.ibs.it/voce-di-iside-libro-claudia-conte/e/9791280844545?srsltid=AfmBOoog3kgBRqF3DCrMHq-MI04FfY6wRwmtvMpkJqQ_jcskbGXxzp93

FRANCESCO FIUMARELLA:Lavori molto anche per la legalità: quanto è importante diffondere questo concetto nella società attuale e quali strumenti credi siano più efficaci per farlo, specialmente tra i giovani?

CLAUDIA CONTE:Credo sia importante Promuovere la cultura della legalità che è alla base di un sano sviluppo dell’individuo e della società. Non c’è libertà, non c’è meritocrazia senza legalità. Nel mio Piccolo sto cercando di fare qualcosa di concreto conducendo su RaiRadio1 il programma radiofonico da me ideato che si chiama “La mezz’ora legale”, così come me ne sono occupata anche attraverso il mio penultimo lavoro letterario per Armando Curcio Editore “La legge del cuore” dedicato a Falcone e Borsellino e a tutti gli eroi dell’antimafia. Inoltre ho ideato dei format come “La memoria è futuro” e “Le logiche mafiose in Italia e nel mondo” coinvolgendo personalità del mondo delle istituzioni, del governo, della magistratura e del giornalismo perché solo facendo sistema si può arginare la cultura criminale.

FRANCESCO FIUMARELLA:Il tema dei diritti delle donne è al centro del tuo attivismo. Quali sono, secondo te, le battaglie più urgenti da affrontare oggi?

CLAUDIA CONTE:Negli ultimi anni finalmente le donne stanno raggiungendo posizioni apicali, pensiamo alla prima Presidente del Consiglio donna, al primo Ragioniere dello Stato donna e al primo amministratore delegato di partecipata pubblica donna. Siamo ancora a dover dire “il primo”, dovremmo arrivare a considerare normale la presenza delle donne nei vertici della società.Il dato tuttavia più grave riguarda il tasso di occupazione femminile che secondo i dati istat è solo al 55%. Anche il salary gap è un fenomeno incomprensibile e da arginare. Secondo i dati Ocse, in Italia le donne laureate guadagnano il 58% in meno dei colleghi uomini.E’ necessario individuare e penalizzare quelle imprese che ancora oggi mettono in atto comportamenti discriminatori nei confronti delle lavoratrici, in particolare le madri.E’ una battaglia complessa, e in quanto tale, deve essere affrontata dal sistema Italia, ovvero dall’insieme delle componenti istituzionali, politiche, imprenditoriali, culturali e sociali che dovrebbero lavorare in sinergia e cooperazione e non logorandosi in scontri ideologici che impediscono il raggiungimento dei risultati.

FRANCESCO FIUMARELLA:Come credi che i media, e in particolare la televisione, possano contribuire in modo più efficace alla promozione della parità di genere?

CLAUDIA CONTE:Giornali e tv dovrebbero impegnarsi di più dando spazio alle donne capaci, senza pregiudizio e credendo e valorizzando i loro talenti. Tuttavia secondo me l’unico parametro di valutazione deve essere la meritocrazia, non sono favorevole alle quote rosa perché credo che le donne brave non ne abbiano bisogno. Credo inoltre che che si debba dare più attenzione alla questione femminile, parlando dei cambiamenti che vi sono stati nel tempo e delle nuove politiche che mirano a migliorare lo status femminile all’interno della società.

FRANCESCO FIUMARELLA:Hai mai vissuto situazioni in cui, come donna, hai dovuto lottare di più per affermarti professionalmente? Se sì, come hai reagito e superato queste sfide?

CLAUDIA CONTE: Se dico ogni giorno, non sto di certo dicendo una bugia, essere donna e per di più giovane, e proveniente da una famiglia di lavoratori della Ciociaria, non è sempre un vantaggio. Negli anni ho avuto tante porte chiuse in faccia, ma sono andata avanti con impegno, sacrificio, determinazione, passione, desiderio sincero di lottare per le battaglie in cui credo.

FRANCESCO FIUMARELLA:Oggi il giornalismo è cambiato grazie alla digitalizzazione e ai social media. Come sfrutti questi strumenti per amplificare i tuoi messaggi e raggiungere un pubblico più ampio?

CLAUDIA CONTE:Credo nella comunicazione circolare. In modalità diverse si possono trattare gli stessi temi per raggiungere pubblici diversi. Io credo che non si possa non accettare che oggi soprattutto i più giovani seguano come canali informativi i social media e come “guru” gli Influencer e allora bisogna bisogna inventare progetti formativi sul web e offrire modelli positivi, alternative ai trapper che veicolano messaggi fuorvianti e cattivi comportamenti. Sto lavorando ad un nuovo progetto in questa direzione.

FRANCESCO FIUMARELLA:C’è un’intervista o una storia che hai raccontato in TV che ti è rimasta particolarmente nel cuore? Se sì, cosa l’ha resa speciale per te?

CLAUDIA CONTE:Sono tantissime. Negli anni ho incontrato donne straordinarie, bambini con occhi che non dimenticherò mai. Forse la storia di Joy, una ragazza vittima di tratta di esseri umani, il crimine più grave nei confronti dell’umanità. Joy ingannata da una rete criminale e’ sbarcata in italia dall’Africa e poi costretta a prostituirsi. Grazie a Casa Ruth e a Suor Rita Giaretta ha ritrovato la libertà e la dignità. Oggi vive in italia, lavora e il 4 ottobre si è sposata. Una storia di rinascita e di riflessione per molti che parlano di accoglienza ma non si rendono conto del business milionario legato all’immigrazione irregolare.

FRANCESCO FIUMARELLA:La promozione della cultura è un altro tema centrale della tua attività. In che modo ritieni che la cultura possa essere un veicolo di cambiamento sociale?

CLAUDIA CONTE:La cultura è un potente veicolo di cambiamento, l’analisi e la conoscenza della storia aiutano a capire meglio ciò che accade nell’attualità e a costruire un futuro migliore. Credo sia importante oggi sanare il divorzio che c’è progressivamente stato tra cultura e politica.

Anno 2019